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mercoledì 18 maggio 2016

USA: la recessione è già qui. La prova inconfutabile



ROMA (WSI) – Usa già entrati in recessione: a dirlo una prova che viene considerata inconfutabile e innegabile. A presentarla è l’esperto Michael Snyder, autore di uno dei blog di economia dal nome sicuramente poco confortante – The Economic Collapse – che ricorda come, “nell’economia reale”, di norma si acquistino e si vendano beni, che poi vengono trasportati attraverso camion, treni, aerei. Un concetto molto semplice che tuttavia, in tempi di euforia sulle borse, viene dimenticato.
Quando la quantità acquistata, venduta e trasportata nel paese sale, si può dire che l’economia reale sta crescendo, mentre quando la stessa quantità scende, si parla di contrazione di “economia reale”. Che può tradursi anche in recessione.
Snyder dà particolare importanza al concetto di “economia reale” e ricorda:
“il fatto che i prezzi azionari siano artificialmente alti non significa che l’economia Usa sia in buone condizioni di salute” e “di fatto, un rally dell’azionario si è verificato in questo stesso periodo dell’anno nel 2008, anche in quel caso a fronte di un rapido deterioramento dei fondamentali economici”. Ora, secondo Snyder, la stessa cosa “a cui abbiamo assistito a fine 2008 si sta manifestando di nuovo, di fronte ai nostri occhi”.
La prova innegabile a cui l’esperto si riferisce è la performance riportata ad aprile dal Cass Transportation Index, sceso su base annua del 4,9%. “Ciò significa che nell’aprile del 2016 sono state acquistate, vendute e trasportate molte meno merci, rispetto all’aprile del 2015″.
Si è trattato tra l’altro della peggiore performance di aprile dal 2010, che ha seguito tra l’altro il peggior mese di marzo sempre dal 2010.
Dal dato è emerso anche che il volume delle consegne relativo ai primi quattro mesi dell’anno è stato il peggiore dal 2010 e che su base annua il calo si è protratto per il 14esimo mese consecutivo.
Cass Freight Index - Wolfstreet
Altri dati da monitorare attentamente, secondo Snyder, sono quelli relativi al traffico ferroviario che, tradizionalmente, si confermano indicatori chiave che anticipano il trend dell’economia Usa. E da qui i segnali che arrivano sono tutti fuorché di buon auspico.
Non solo, nel mese di aprile, il traffico ferroviario Usa è crollato infatti di oltre -11% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un articolo pubblicato su un quotidiano del Nord Dakota ha recentemente confermato come centinaia di dipendenti che lavorano per le ferrovie siano stati – e continuino a essere – licenziati, e come diversi vagoni siano fermi, in quanto non c’è praticamente nulla da fare (leggi trasportare).
D’altronde, spiega l’esperto, sono quasi due anni che le vendite totali delle aziende scendono, tanto che oggi il loro valore è inferiore del 15% rispetto alla fine del 2014.  Tale situazione si traduce in un aumento del rapporto scorte/vendite, che continua a salire, in quanto presso i magazzini delle aziende rimane un bel po’ di merce invenduta.
Ma ci sono anche altre prove che dimostrerebbero che gli Usa sono in recessione come  gli annunci di licenziamenti, che dall’inizio dell’anno sono saliti +24%, causa il crescente numero di bancarotte; e anche il trend dei rendimenti dei Treasuries.
“I tassi ci stanno dicendo che una nuova recessione è già arrivata. In particolare lo spread tra i tassi decennali e quelli a due anni ha terminato la sessione dello scorso venerdì al livello più piatto dalla fine del 2007″.
A tal proposito:
“La curva dei rendimenti è diventata negativa nel 2006 ed è rimasta tale per mesi nel 2007, prima di risalire prima della Grande Recessione”.
Altra prova è il forte calo delle operazioni di buyback annunciate dall’inizio dell’anno, pari a ben -38%. Il che significa che ora neanche le aziende sono, evidentemente, disposte ad acquistare i loro titoli.

lunedì 9 maggio 2016

S&P: segnale tecnico bearish

The Golden Key


golden keyDespite the large February – April rally stocks are down year over year (May 6 2015- May 6 2016). $SPX is down over 1%, the Nasdaq is down over 4% and small caps are down over 8%. On May 6 stocks closed basically where they were in the third week of March which implies they haven’t really gone anywhere in the past 7 weeks.
And not going anywhere has really been the theme since QE3 ended. So this period of consolidation remains completely unresolved, literally stuck in the middle:
SPXD
As I’ve outlined recently ultimately this range will resolve itself into a big move once a directional breakout has confirmed itself.
We are closer to all time highs than any recent lows and with yet another OPEX period coming bulls likely have again the horn to make magic happen, after all, OPEX retains an almost perfect track record of pre-programmed buying:
OPEX
There are exceptions of course. Both Januarys in 2015 and 2016 were OPEX busts and so was August of 2015. If anything August showed how quickly the bid can disappear.
So here we are in May of 2016 and we can observe an almost perfect replay of last year. A rally into the upper Bollinger band, a retrace back toward the lower Bollinger band and 50MA just in front of OPEX. Will the program just replay itself? After all new time highs were made in May last year.
Still something happened on Friday that has happened only twice in over 20 years on the $SPX: The weekly 100MA has crossed over the weekly 50MA. Only by 1 handle mind you, but it has happened.
The last two times this happened carnage followed:
SPX W
Both of these crossovers happened in context of the following events:
  1. SPX had broken a multi-year ascending trend line
  2. GAAP earnings were declining
Both of these conditions are in place here as well.
However, given the consolidation of price over the past year and a half it is also relevant to point out that a similar consolidation occurred in the mid 1990’s which resulted in a massive price move toward the upside. The big difference to then: GAAP earnings were rising. They clearly aren’t now.
The conclusion to all this: Bulls can’t afford any further price decrease here because it would confirm the MA cross-over and likely set in motion a larger corrective move inviting new lows altogether. This is at least the track record.
So this next 2 weeks into OPEX may hold the golden key as to the ultimate directional move of this market.
Buckle in.